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Attualità di I. SCALISE del 17/05/2011 11:49:47
Hanno distrutto la mentalità Juve

 

Anche la stagione 2010/11 si è chiusa offrendo ampi segnali di continuità rispetto al recente passato. Fallimento dopo fallimento, «fuoco di paglia» dopo «fuoco di paglia», i colpevoli sono sempre quelli più facili da accompagnare alla porta e mai chi li ha invitati a entrare.

Così il primo colpevole è Delneri. Del resto gli hanno messo a disposizione una squadra con cui vincere lo scudetto a mani basse, con esterni bassi e alti richiesti da Manchester e Barcellona. No?
A condividere il primo posto ci sono i giocatori, vecchi e nuovi. Della Juve, quella vera, restano: Buffon e Del Piero. Chiellini era appena arrivato e troppo giovane nel 2005. Marchisio e De Ceglie dei primavera. Buffon è stato via mezza stagione. Dopo Delneri, dunque, la colpa è di capitan Del Piero. Buono a sapersi.

«Una serie di giocatori che sono arrivati non hanno capito cos'è la Juventus e la cosa che più mi ha deluso e infastidito è che i giocatori che avevamo lo hanno dimenticato», ha tuonato con tutta la sua autorità il presidente della Juve.

Perché sappiamo benissimo quanto lavoro sia stato svolto dai massimi dirigenti per imprimere la mentalità juventina. Se da una parte hai Marotta che dice “ci sono partite che si possono anche perdere” e, dall'altra, un presidente che ride all'idea di arrivare «dal quinto posto in giù», è indubbio che la juventinità cresce. E cresce soprattutto quando, da calciatore, senti di aver raggiunto il tuo sogno di giocare in un top club e ti viene detto: «questo sarà un anno difficile, non giocheremo per vincere». “E che fortuna!”, avranno pensato tutti. Cosa si gioca a fare in un top club se non per vincere? Questo l'incipit registrato dai calciatori. Lo stesso dell'anno prossimo, «l'anno della riscossa», perché Giòn – almeno su queste cose – sa essere chiaro.

Degna di nota anche la frase: «È meglio parlare meno e ottenere più risultati». Caspita! C'è arrivato al 16 di maggio? Non si era posto un regolamento interno su dichiarazioni e il resto? Chi deve farlo rispettare? Chi deve richiamare i giocatori? Chi deve richiamare l'allenatore? Chi l'amministratore delegato e direttore generale? Era compito di Blanc? Giòn ha indicato un nominativo diverso quale «responsabile dell'area sportiva», diverso da AD o DG, e tengo a sottolineare quel «area sportiva».

Ora prenderanno un altro parafulmine, a stipendio minimo, che non può dire di no alla Juventus e che «si adatta» (cit.). Se fosse davvero Antonio Conte, un avvertimento ai nostri dirigenti illuminati lo lancerei: appena sentirà piovere accuse che non riguardano sue scelte, qualsiasi clausola vessatoria dei contratti creativi vìoli, vi sorprenderà in diretta TV.

Infine sia chiaro che, se c'è qualcuno che quest'anno ha deluso a 360°, di nome fa Andrea e di cognome Agnelli.

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